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Lo Spedale fu inaugurato nel 1445, dopo aver subito molti cambiamenti rispetto al progetto originale: Brunelleschi aveva infatti abbandonato i lavori nel 1427.


Appunto di storia dell'arte con analisi e descrizione dell'opera artistica di Filippo Brunelleschi, lo Spedale degli Inn. Descrizione riguardante la nascita di questo edificiocon le proprie caratteristichemotiviazioni e fini per cui nac.


Appunto con riassunto di storia dell'arte su Filippo Bruneleschi con descrizione della cupola di Santa Maria del fiore e. Trova il tuo insegnante su Skuola. Annunziata affidandone il progetto e la realizzazione a Filippo Brunelleschi. Con la legge sulle Opere Pie di fine Ottocento gli Innocenti furono trasformati in IPAB (Istituto per la Pubblica Assistenza e Beneficenza).


Nel XIX secolo il complesso fu decurtato di alcune parti: per ovviare alla mancanza di spazio fu costruito un attico sopra la facciata e vennero messe in atto altre manomissioni. cash advance Il nuovo Museo venne inaugurato ufficialmente nel maggio del 1971. Due cornici in pietra separano il piano superiore in cui si aprono finestre sormontate da timpani triangolari. Il portico, con la sua semplice eleganza ritmica e i riferimenti all'arte classica, segna la nascita dell'architettura rinascimentale.


Si percorrono le scale interne, sulle quali sono murati un rilievo quattrocentesco che ripropone in pietra serena il fanciullo in fasce e lo stemma dell'Arte della Seta costituito da un portale. Dalle finestre si ha una incantevole visione della piazza delimitata a destra dal portico della chiesa della SS.


Annunziata, di fronte dal loggiato fatto costruire dai Serviti su modello di quello brunelleschiano e a sinistra dal palazzo Grifoni, poi Budini Gattai. Proseguendo verso destra, si incontra una piccola ancona con l'Incoronazione della Vergine fra i Santi Michele e Maria Maddalena, attribuita al cosiddetto Maestro della Madonna Strauss: la diafana Vergine dall'elegante acconciatura ripropone le ricercatezze dei pittori tardogotici.


Al Maestro Francesco viene ascritta una tavola con la Madonna col Bambino e Angeli fra i santi Giovanni Battista, Caterina, Maria Maddalena e Giovanni Evangelista. Sotto il nome convenzionale sono riunite opere di un pittore toscano di cultura tardogotica, attivo tra la fine del Trecento e i primi anni del secolo successivo.


La composizione, con la gloria dorata perfettamente circolare sulla quale risaltano le figure della Vergine e di Dio Padre, ricorre in numerose redazioni dello stesso soggetto compiute da Neri con minime modifiche. Conclude la parete un busto in terracotta policroma di Cione di Lapo Pollini, fondatore dello Spedale di Santa Maria della Scala, da cui proviene la scultura.


Fino al 1786 sull'altare maggiore della chiesa, il dipinto fu poi privato della cornice di Giuliano da Sangallo, smembrato e spostato prima sulla parete di fondo e nel 1917 nel Museo al piano terreno. All'altare era collocata superiormente al dipinto la coeva Annunciazione di Andrea Della Robbia oggi nel cortile. Due tondi raffiguranti la Madonna col Bambino e due inginocchiatoi cinquecenteschi completano l'arredamento dell'ambiente.


Ritornati nel salone, tra le finestre che guardano la piazza si susseguono sette dipinti seicenteschi realizzati su tele ottangolari di due diverse misure: di dimensioni maggiori sono San Tommaso d'Aquino (attribuito a Jacopo Vignali), Sant'Ambrogio, assegnato a Jacopo Vignali o a Lorenzo Lippi, San Luca, che ha conosciuto ascrizioni sia a Ottavio Vannini che al Lippi che al Vignali.


Di formato ridotto risultano San Bartolomeo, attribuito dubitativamente al Vignali, San Francesco, copia di un ignoto pittore fiorentino da Giuseppe Ribera, San Sebastiano, assegnato a Giovanni Bilivert e Sant'Agostino a Lorenzo Lippi. Gli altri quattro libri da coro vennero commissionati dallo spedalingo Francesco Tesori per gli Innocenti, come affermato nell'incipit e come dimostra la presenza del simbolo dello Spedale. Si tratta di un Antifonario e di tre Graduali: sul primo sono state recentemente reperite notizie archivistiche che lo indicano realizzato nella bottega di Mariano del Buono, per gli altri resiste la vecchia attribuzione a quella di Gherardo di Giovanni.



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